La Liguria, una terra affascinante e unica nel suo genere, è da sempre celebrata per la sua splendida costa affacciata sul Mar Ligure, le sue scogliere mozzafiato, le insenature pittoresche e le spiagge incantevoli. Nomi come Riviera dei Fiori, Riviera delle Palme, Portofino, le Cinque Terre e il Golfo dei Poeti evocano immagini di bellezza marina e borghi color pastello che rapiscono lo sguardo e il cuore di milioni di visitatori ogni anno.
Tuttavia, esiste una Liguria meno conosciuta, un entroterra incontaminato che rappresenta un vero e proprio scrigno di bellezza e storia, un universo di valli strette e panoramiche, spesso rimaste isolate per secoli, che offre un’esperienza di viaggio profonda e autentica.
Questa regione, a forma di mezzaluna, situata nell’Italia nord-occidentale, rivela una duplice anima: quella marittima, nota per la sua vivacità, e quella montana, che per secoli è stata erroneamente descritta come ostile e selvaggia. Eppure, è proprio lontano dalle spiagge affollate che il territorio ligure mostra il suo lato più intimo ed essenziale, dove l’uomo si è ingegnato per adattarsi e ottimizzare un paesaggio difficile, stretto tra il mare e i monti.
Qui, tra boschi, altopiani e vallate dell’Appennino Ligure, si respira una densa atmosfera di tempo sospeso, un museo diffuso che caratterizza l’autenticità, l’unicità e la bellezza intrinseca della Liguria.
Il grande vantaggio dell’entroterra ligure è la sua costante vicinanza al mare, e spesso anche alle montagne, offrendo dai suoi borghi panorami che si aprono direttamente sul Mediterraneo. Questa fusione di elementi rende ogni esplorazione un’esperienza suggestiva e unica. I visitatori possono perdersi alla ricerca di paesini antichi, borghi medievali, castelli, fortezze, chiese e le caratteristiche “creuze”, le stradine che i Liguri usano per indicare i sentieri in collina.
Per chi ama la storia e la vacanza attiva, l’entroterra della Liguria non delude mai, con i suoi paesaggi mozzafiato, le montagne e le antiche vie a picco sul mare. Questo territorio è ricco di tradizioni e leggende, boschi e borghi medievali che sono stati teatro di scontri tra nobili famiglie come i Doria o i Fieschi. Le tradizioni ancora vive e autentiche si riflettono anche nella gastronomia e nelle ricette locali, con una specialità per quasi ogni paesino. La Liguria, in questa sua veste interiore, non è mai uguale a se stessa, e ogni angolo rivela influenze diverse, testimonianza di uno scambio di merci, pensieri e parole che è parte integrante del suo DNA.
Tra le numerose località e parchi naturali che compongono questo affascinante entroterra, troviamo:
- Parco di Piana Crixia: Al confine con le Langhe piemontesi, è il luogo ideale per scoprire il famoso “fungo” della Liguria.
- Val Trebbia: Ernest Hemingway la definì “la valle più bella del mondo”, un’area ricca di boschi, laghi e sapori antichi.
- Val Bormida: Offre un borgo medievale con tradizioni ancora vive, una buona tavola e ospita il Ferrania Film Museum. In questa valle si trova anche Millesimo, un borgo storico e la “Città del tartufo”.
- Parco di Bric Tana: Una riserva regionale nel Savonese dove storia e natura si fondono in un mix suggestivo.
- Valli Stura e Orba: Un’oasi verde che mostra una Liguria “country” attraverso il suo artigianato e le gioie per il palato.
- Varese Ligure e Val di Vara: Conosciuta come la “valle del biologico” e sede di un suggestivo “borgo rotondo”.
- Sarzana-Luni: Una città ricca di storia, teatro di iniziative uniche, dove si possono trovare bellezze vintage.
- Montemarcello-Magra-Vara: Un Parco Naturale che offre un viaggio tra natura, storia e cultura nell’estremo levante ligure, dall’entroterra alla costa.
- Parco del Beigua: Un geoparc UNESCO che, affacciato sul mare, nasconde uno scrigno di paesi senza tempo e paesaggi spettacolari come i canyon della Val Gargassa, plasmati dal fiume nel corso dei millenni.
- Parco dell’Antola: Un vero paradiso tra storia e natura, con valli e sentieri adatti a tutti i gusti, a soli venti minuti dalla metropoli.
- Parco dell’Aveto: Un territorio caratterizzato da castelli, miniere, abbazie, musei, boschi, laghi ghiacciati e persino cavalli selvaggi.
- Parco delle Alpi Liguri: Con la sua rete di sentieri che si snodano di valle in valle lungo crinali panoramici e versanti, mulattiere e nuclei storici, e i suoi otto fantastici borghi.
- Dolcedo e valli dell’olio: Dolcedo, la piccola capitale della Val Prino, è un borgo elegante dove gli ulivi si specchiano in laghetti senza tempo.
- Brugnato e Pignone: Due borghi storici nella Val di Vara, alle spalle delle Cinque Terre, riconosciuti come “Gemme da Bandiera arancione”.
- Bussana: Un luogo dove due paesi, due volti e due storie si uniscono sotto la protagonista della bellezza.
- Castelnuovo Magra: Un antico borgo sulle pendici del monte Bastione, terra di confine tra Liguria e Toscana, amato dai poeti.
- Castelvecchio di R.B. e Valle Arroscia: Un affascinante borgo medievale dominato da un castello che emerge dagli alberi.
- Dolceacqua e Val Nervia: Dolceacqua, descritta come un quadro di Monet, trasporta indietro nel tempo all’ombra del suo castello, nel cuore di una vallata bellissima.
- Badalucco: Il “paese dipinto”, un borgo antico dove regnano sovrani l’ulivo e la buona cucina.
La Cultura Contadina: Radici Profonde e Sapori Autentici
La Liguria, nonostante sia una terra dove lo spazio coltivabile è sempre stato avaro, ha un’importante cultura contadina. I liguri, popolo di contadini, non coltivavano grandi pianure di cereali, ma si dedicavano principalmente a colture arboree come l’olivo e il castagno, e all’allevamento, soprattutto di ovini e caprini. Questi elementi hanno costituito le colonne portanti intorno alle quali intere comunità sono cresciute e vissute per secoli.
L’olivo ha trovato la sua dimora sul versante marittimo, risalendo le valli fino ai 500 metri di quota, prosperando nelle Valli Nervia, Argentina e Arroscia a Ponente, e Fontanabuona, Sturla, Graveglia, Vara e Magra a Levante. Le fasce di ulivi in vista del mare e i frantoi, spesso abbandonati ma ancora diffusi nell’Imperiese, sono testimonianze di questa cultura. La frangitura delle olive avveniva ad acqua o “a sangue”, sfruttando il lavoro di muli bendati che facevano ruotare le macine in pietra.
Il castagno, invece, ha sfamato le popolazioni dell’intero Appennino Ligure per secoli, tanto che in alcune località dell’entroterra il termine dialettale “èrburu” (albero) significava proprio castagno. Oggi rimangono pochi castagneti da frutto, ad esempio sul versante nord del monte Ramaceto, intorno a Borzonasca, in Val di Magra, Val Bormida, a Pareto in Valbrevenna, a Sanguineto di Montoggio, in Valle Arroscia e sulle alture di Sanremo.
Il secchereccio (albergo) era il luogo deputato alla trasformazione delle castagne in farina o frutto secco, essiccate da un fuoco acceso nel locale sottostante. La valenza del castagno andava oltre i frutti: era sfruttato per l’allevamento dei maiali, nutriti con i frutti di seconda scelta, e il suo legno veniva usato per costruire utensili, dalle “scàndue” (scandole) per i tetti alle “ciuènde” (staccionate), dai pergolati per le viti (teùppie) a grondaie, recipienti e mobili come madie e “bancà“.
L’economia contadina ligure ha saputo anche ingegnarsi per strappare spazi idonei alla coltivazione di ortaggi, alberi da frutto (peri e meli in Val Graveglia, dove si produceva il “vin de pume“, una sorta di sidro) e viti. Le quote più alte erano destinate all’allevamento del bestiame, e i prati-pascoli così ricavati erano gestiti in modo sapiente e lungimirante, dimostrando una profonda conoscenza e rispetto dell’ambiente. La “scalvatura“, un’operazione di raccolta delle foglie di cerro, testimoniava l’uso ottimale delle risorse del bosco, anche per lettiere nelle stalle e, un tempo, per riempire materassi. Le stalle stesse, in inverno, diventavano luoghi di aggregazione e riscaldamento naturale.
La casa contadina era concepita non solo come dimora, ma come un vero e proprio strumento di lavoro, un centro per attività fondamentali come l’essicazione delle castagne, la torchiatura del vino, la spremitura dell’olio, la mungitura e la lavorazione del formaggio. Nonostante le variazioni regionali nella tipologia e nei materiali, alcuni elementi erano costanti: una grande porta in legno, locali divisi da tramezze semplici, pavimenti in calce e sabbia o ardesia, solai e ballatoi per essiccare frutta e biancheria, travi di larice o castagno, nicchie nei muri e un focolare centrale con la “cadenna” per appendere i paioli.
Le lunghe sere invernali, quando i lavori nei campi si interrompevano, erano dedicate ai racconti intorno al focolare. Proverbi, storielle moraleggianti, episodi di vita vissuta da emigranti stagionali o storie fantastiche venivano narrate, spesso con l’intento di impartire lezioni ai più giovani. Queste tradizioni orali rivelavano una mescolanza di elementi cristiani e pagani e spesso includevano anche prese in giro sugli abitanti dei paesi vicini, come accadeva per quelli di Daglio nella Val Borbera.
Oggi, seppur con meno stalle e armenti, la passata diffusione dell’allevamento di sussistenza è testimoniata da una ragnatela di piste e tratturi sui monti, dai resti di ricoveri pastorali in pietra e dalle antiche capanne sparse nei boschi.
L'Eccellenza Enogastronomica dell'Entroterra
La Liguria contadina offriva una cucina povera ma decisamente sostanziosa e appetitosa, con ricette dalle lunghe cotture e un sapiente uso dei prodotti delle fatiche quotidiane. Le donne raccoglievano le erbe spontanee ai margini delle fasce (orti) per preparare il tipico preboggion. Nei paioli, le castagne cuocevano lentamente nel latte o venivano usate per la zuppa di castagne grasse, arricchita da carne di maiale lessata e fette di pane casereccio tostate e soffregate d’aglio. In Valpolcevera, il maiale era protagonista del Berodo con cipolle, un’antica ricetta romana. Non mancavano piatti più raffinati, oggi considerati gourmet, come le trofiette di castagne condite con il pesto di fave (marò).
Il territorio ligure è un simbolo di viticoltura eroica, dove la coltivazione della vite in terreni impervi e ripidi rende il lavoro agricolo estremamente difficile. Le aziende agricole sono piccole, con vigne in pendenza affacciate sul mare e sostenute da muretti a secco, producendo poca quantità ma di alta qualità. I vini liguri sono complessi, ricchi di sentori mediterranei e mineralità, con sapidità e profumi iodati come tratto distintivo. Le Donne del Vino della Liguria sono grandi ambasciatrici di questa tradizione.
Il mosaico dei vini eroici liguri è variegato:
- Levante: Si trovano i vini dei Colli di Luni, con vitigni toscani come Sangiovese e Canaiolo Nero, e i famosi vini delle Cinque Terre, tra cui il quasi introvabile passito Cinque Terre Sciacchetrà, che unisce sapidità e freschezza, realizzato con uvaggio Bosco, Albarola e Vermentino. Il Vermentino regna incontrastato nella Riviera Ligure di Levante.
- Ponente: Si trova il Pigato. Nella sottozona Taggia, il Taggia Moscatello (Vino Bianco Moscato) è il principe nelle sue versioni dolci.
- Vitigno Autoctono Rosso: Il Rossese, che dà il nome alla DOC Rossese di Dolceacqua (o Dolceacqua), è ricco di sentori delicati di rosa, viola e ribes; morbido, caldo, con una piacevole vena ammandorlata.
- Confine Piemonte: La DOC Ormeasco di Pornassio (o semplicemente Pornassio) utilizza il vitigno Dolcetto, qui chiamato Ormeasco. La versione Rosso Superiore offre un bouquet delicato, intenso, persistente, sapido e di buon corpo con sfumature vanigliate. La versione rosata è l’Ormeasco di Pornassio Sciac-trà.
- Zona di Savona: La Lumassina, un vitigno ricco di acidità, regala piacevoli vini frizzanti e spumanti, perfetti per l’estate.
Un esempio di piatto antico e significativo è il corzetto stampato (cruxettu), una pasta che risale al Medioevo e al Rinascimento, nata dal desiderio dei nobili di servire ai propri ospiti una pasta con il loro stemma. Nella zona del Levante ligure, “corzetto” indica sia lo stampo di legno che la pasta stessa, “preparata” per accogliere meglio il condimento. Un abbinamento ideale per i corzetti stampati all’antica con battuto all’erba persa (maggiorana) è il Vermentino ligure del Levante, un bianco secco e fresco con aromi fruttati e floreali, sapido e con una discreta struttura che ben si sposa con i sapori delicati del piatto.
Le produzioni casearie sono un altro fiore all’occhiello dell’entroterra ligure. Ogni valle si identificava con una o più produzioni di altissima qualità, molte delle quali, dimenticate per decenni, sono state riportate alla luce grazie all’impegno locale.
Tra queste:
- Formaggi freschi: la prescinseua (cagliata usata nel ripieno dei pansoti e nella focaccia di Recco) e il tumassu di Savignone.
- Formaggi di latte ovino e caprino: le furmagette delle valli Scrivia e Stura, la giuncata savonese (sgocciolata su stuoini di giunchi), la toma di Mendatica e il caprino stagionato nelle crotte della Valle Argentina.
- Ricotte: da quella di San Stè al recotu di vacca della valle Scrivia, e il bruss di pecora brigasca di Triora e Cosio d’Arroscia. Un altro formaggio degno di nota è il Pecorino ligure di malga, un formaggio dolce da tavola, di breve, media o lunga stagionatura, a pasta molle o dura, una delizia per il palato.
La cucina ligure, in generale, è un connubio di profumi del Mediterraneo e alimenti semplici e genuini della campagna, offrendo un itinerario di piatti e prodotti tipici che vanno da Levante a Ponente. La classica focaccia e le diverse varietà di pesto condividono la scena con ingredienti di mare come ostriche e mitili (qui chiamati muscoli), allevati nei vivai del golfo. Piatti tradizionali includono la mesciua, una zuppa a base di ceci e fagioli, e il bagnun, una zuppa di pesce a base di acciughe, pomodori e pane.
Esperienze e Itinerari: Vivere la Liguria Autentica
La Liguria offre una vasta gamma di attività ed esperienze per il viaggiatore moderno, con un focus sul turismo esperienziale e lento. Che si tratti di un viaggio in solitaria, in coppia, con la famiglia o con amici, ci sono opzioni per ogni stile di vita e necessità. L’entroterra, in particolare, è perfetto per il turismo attivo, grazie ai suoi percorsi per escursionismo e trekking, cicloturismo ed e-biking.
Per coloro che desiderano approfondire la conoscenza della cultura contadina locale, sono numerosi i musei etnografici dislocati in varie località dell’entroterra:
- Il museo “Tipica Casa Contadina Ligure” a Sciarborasca, una frazione di Cogoleto, allestito all’interno di un’autentica casa contadina ristrutturata.
- Il museo dell’olivo e della civiltà contadina di Arnasco, che raccoglie oltre 500 oggetti e un frantoio del 1796.
- La “Casa del Pastore” di Mendatica e il “Museo della Castagna” di Montegrosso Pian Latte, che ripropongono uno spaccato fedele dell’attività agricola e pastorale dell’Alta Valle Arroscia.
- Il museo della cultura contadina dell’Alta Val Trebbia, che accompagna i visitatori in un viaggio nel passato.
Per i più avventurosi, la Liguria offre attività come il climbing sulle falesie a picco sul mare, meta di professionisti e appassionati da tutta Europa. Per gli amanti della bicicletta, percorrere la Via delle Cinque Terre o la strada da Milano a Sanremo offre un’avventura indimenticabile, abbinando sport a visite culturali o degustazioni. Genova stessa propone un parco avventura sul tetto della città, un modo smart e sostenibile per divertirsi tra sport e natura.
La regione è anche un polo di eccellenza per il golf, con la “Liguria Golf Experience” che coordina tutti i circoli e campi pratica golfistici. Per chi ama il mare, oltre alle spiagge, ci sono opzioni per surf, gite in barca a vela o mini crociere per esplorare la costa da una prospettiva unica. La Baia di San Fruttuoso, con la sua abbazia e il Cristo degli Abissi sommerso, offre trekking panoramici e immersioni indimenticabili.
Il turismo enogastronomico è una componente fondamentale dell’offerta ligure. È possibile partecipare a cooking class per imparare i segreti della ricetta tradizionale del pesto alla genovese, un’esperienza che unisce apprendimento e piacere culinario. Genova, in particolare, offre itinerari gastronomici di dieci tappe tra street food, piatti tradizionali, aperitivi e dolci, un viaggio indimenticabile per le papille gustative.
Eventi e Manifestazioni: Il Cuore Pulsante della Tradizione
Le sagre in Liguria sono un viaggio attraverso i sapori e le tradizioni di questa splendida regione, attirando turisti e residenti e offrendo un’opportunità unica di scoprire prodotti tipici come il pesto, le focacce e il vino. Questi eventi non sono solo occasioni per gustare piatti deliziosi, ma anche per partecipare a balli, musica e giochi che animano le piazze dei piccoli borghi, rappresentando il cuore pulsante della cultura locale.
Tra le sagre e gli eventi di spicco si annoverano:
- OliOliva, Palio Storico di Albenga, Liguria da Bere: Tre eventi iconici che celebrano l’olio, la storia e il vino della regione.
- La Torta dei Fieschi a Lavagna (14 agosto).
- Il Salone dell’Agroalimentare Ligure a Finalborgo (14-16 marzo 2025).
- Sanremo in Fiore a Sanremo (13-16 marzo 2025).
- La Sagra della Primavera a San Colombano Certenoli (23 marzo 2025).
- La Sagra del Carciofo di Ospedaletti (23 marzo 2025).
- Il Sestri Levante Wine Festival (23-24 marzo 2025).
- Le Prime di Vite in Riviera ad Albenga (23-24 marzo 2025).
- Benvenuta Primavera a Giusvalla (30 marzo 2025).
- Flauer Alassio (4-6 aprile 2025).
- La Mostra Mercato dell’Olio d’Oliva a Moneglia (21 aprile 2025).
- Mangialonga nel Golfo Paradiso a Recco (25 aprile 2025).
- La Sagra delle Focaccette di Megli a Recco (21-27 aprile 2025).
- Euroflora a Genova (24 aprile – 4 maggio 2025).
- Divino Genova (3-4 maggio 2025).
- Il Salone Nautico Internazionale di Genova.
Questi eventi, insieme a molti altri, offrono un’occasione imperdibile per immergersi nelle festività e nelle tradizioni che animano l’entroterra ligure durante tutto l’anno.
Pianificare il Vostro Viaggio Autentico in Liguria
Organizzare un viaggio in Liguria, specialmente nell’entroterra, è semplice grazie alla disponibilità di informazioni e servizi. Per chi desidera un’esperienza personalizzata e approfondita, è consigliabile contattare un ufficio IAT (Informazioni e Accoglienza Turistica) o avvalersi di guide turistiche locali abilitate. Professionisti che offrono itinerari su misura, conducendo i visitatori alla scoperta di borghi autentici, sentieri immersi nella natura, tradizioni locali e sapori genuini. Le loro competenze spaziano dalla storia e natura alla gestione di carnivori e ungulati, dall’artigianato all’enogastronomia, garantendo un’esplorazione ricca di colori e meraviglie.
Per concludere, la Liguria offre molto di più delle sue celebri coste. Il suo entroterra è un tesoro da scoprire, un luogo dove la storia millenaria si fonde con una natura selvaggia e una cultura contadina che resiste al tempo. È un invito a rallentare, a respirare l’aria tersa tra monti e mare, a esplorare borghi senza tempo e a deliziarsi con sapori autentici. Un viaggio nell’entroterra ligure non è solo una vacanza, ma un’esperienza vera e profonda, capace di arricchire l’anima e di lasciare ricordi indelebili.
Il nostro scopo è sempre quello di incuriosirVi con pillole di informazioni e curiosità, e speriamo di essere riusciti anche questa volta. Quindi, preparate le vostre valigie e partite all’avventura e alla scoperta di un’altra meravigliosa regione italiana. La Liguria Vi spetta con le sue meraviglie, le sue tradizioni, la sua cultura enogastronomica e i suoi segreti pronti a essere svelati.
Buon viaggio!



